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COMPRENDERE PER SENSIBILIZZARE. 15 agosto 2001, Mar dei CaraibiI delfini dei Caraibi vengono cacciati. Abbiamo assistito ad una battuta di caccia nelle acque di St. Vincent. Non possiamo descrivere le sensazioni, la rabbia, la tristezza, nel vedere una barca armata di arpioni sparare sui delfini. Pochi attimi prima giocavamo con loro. Marco si è immerso ed almeno trenta delfini si sono avvicinati, curiosi, giocosi. All'improvviso arriva la barca degli arpioneri. E' inquietante, il fucile lancia-arpioni armato a prua, due uomini a bordo. Incredibilmente i delfini non fuggono. L'arpione è lanciato a mano, il primo delfino colpito subito. Lo issano a bordo, ripartono alla caccia. Li avviciniamo. Vogliamo capire, dobbiamo capire, per fermare questa follia. Ci aspettiamo una reazione negativa, la nostra barca è ben identificata, "sea conservation", conservazione del mare, è scritto a caratteri cubitali. Ci troviamo di fronte due ragazzini disarmanti, 18 e 19 anni. Ci sorridono, si considerano pescatori, non sanno che i delfini sono protetti quasi ovunque nel mondo. Non immaginano neanche che esistano delle organizzazioni come Delphinia per la protezione dei mammiferi marini, sono incuriositi dalla nostra curiosità. Li intervistiamo. Guadagnano pochissimo, 40 dollari per ogni delfino ucciso. Il dramma della caccia ai delfini si presenta a noi nella sua globalità. Parliamo loro delle potenzialità del whale watching. Sono curiosi, gli sembra strano che qualchuno sia disposto a pagare per vedere i cetacei. Gli mostriamo il libro per l'identificazione delle specie, non ne avevano mai visto prima, cominciano a sfogliarlo elencandoci ciò che conoscono: Tursiopi, Stenelle, Globicefali, Orche, Pseudorche, Steno. Ormeggiato all'Elendil il loro Sea Hunter 1 sta cullando un maschio di Stenella attenuata appena arpionato. Cerchiamo di stare calmi e di razionalizzare la situazione. La loro conoscenza degli animali deriva dalla caccia ma potrebbe essere messa a frutto a scopo turistico. Potrebbero diventare proprio loro i primi a proteggere i delfini. Parliamo di Capodogli e notiamo che un po' li temono. Loro non li cacciano, la carne non piace (buon per il capodoglio, che in realtà è protetto dalla moratoria internazionale). Si offrono di accompagnarci dove ne avevano avvistati poche ore prima. OK! almeno per oggi salveremo qualche delfino. L'incontro con i capodogli è spettacolare, in questa situazione paradossale, in cui i balenieri ci fanno in pratica da guide. Vediamo per primo un individuo isolato, poi due femmine con un cucciolo nuotano verso la barca, immergendosi a pochi metri da noi. Marco scende in acqua, i balenieri sono stupefatti. Hanno una paura blu del capodoglio. Quest'uomo bianco che dice cose strane ed ama i cetacei guadagna punti nella loro considerazione. Discutono un po' sulle pinne e la maschera, "you are my friend!". Siamo amici dei balenieri, la situazione ha dell'incredibile. Solo qualche giorno prima la nave di Paul Watson è stata espulsa dalle acque di St. Lucia per aver avvicinato una barca di arpioneri. Aggredirli sarebbe stato forse più semplice, ma sarebbe stato efficace? Dopo aver parlato con loro ci rendiamo conto che non saranno scontri e proclami a fermare la caccia ai delfini. Ci aspetta un lungo lavoro, e tante serate a parlare e parlare di cetacei e di mare. E' passata una settimana e da due giorni Elendil si dondola nell'ancoraggio dei Tobago Cays. Decine di turisti inconsapevoli godono di questa meraviglia, spiagge bianche, palme, la barriera corallina. Nuotare in questo acquario, così incredibilmente complesso e delicato, ci dà nuove energie. Migliaia di pesci tropicali di ogni forma e colore volteggiano nell'acqua cristallina. I boat boys, i ragazzi locali che vendono alle barche frutta e pesce, vengono a discutere con noi. Vogliono proteggere il loro ambiente, vogliono un futuro per loro e per le loro isole, un futuro fatto di eco-turismo e non di villaggi per il profitto degli stranieri. Negli occhi abbiamo ancora i delfini morti nelle barche dei cacciatori, ed ascoltiamo questi ragazzi, la loro speranza, la loro determinazione. La nostra scelta è lavorare con loro, e non contro di loro, per portare il nostro contributo alla protezione di queste acque e degli abitanti del mare.
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Foto e
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