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REPORTAGE DAL MONDO DEI CAPODOGLI.
20 gennaio 2003, ecocrociera nel Mar dei Caraibi.
Grandi spruzzi e salti di delfini all'orizzonte. Siamo al largo
di un'isola dei Caraibi dove delfini e balene vengono ancora cacciati.
Poco vento, mare calmo ed un cielo traversato da cumuli di bel tempo come
quasi sempre accade in questa zona.
Elendil si avvicina ed assume l'assetto di approccio : randa, mezzana
e trichetta bomata.
In questa configurazione la barca è autovirante e, nonostante le
dimensioni, può essere manovrata da una sola persona. Siamo a circa
1000 metri, spegnamo il motore e ci avviciniamo lentamente navigando con
il vento al traverso.
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Distinguiamo quattro capodogli in posizione verticale
con le teste quasi completamente fuori dall'acqua. Poco distante dei
soffi potenti, altri due, forse tre individui. Ci avviciniamo in silenzio,
idrofoni in acqua. Sentiamo dei " click " lenti con qualche
picco di accelerazione, inframezzati dalle emissioni di Stenella dal
lungo rostro.
Si tratta di una specie molto frequente e l'abbiamo vista spesso interagire
con megattere e capodogli. |
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Ora siamo a pochi metri e distinguiamo chiaramente
quattro giovani intenti in una sorta di "spy hopping"
a volte così ravvicinati, quasi a toccarsi tra loro con il
dorso. Gli adulti si avvicinano alla barca e si immergono quasi
sfiorando lo scafo. I click restano lenti e distinguiamo chiaramente
quelli dei piccoli da quelli degli adulti.
Non c'è paura ne aggressività,
sono tutti là, a fianco ad Elendil, con i loro testoni immensi
completamente fuori dall'acqua e gli occhi che ci osservano tra
la trasparenza delle onde.
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E' il momento! Tutto
è pronto vicino all'attrezzatura per le immersioni in apnea.
Il tempo di indossarla e scivolo lentamente in acqua.
Amo il momento in cui comincio ad immergermi
ed improvvisamente passo nel mondo acustico degli animali. L'ecolocazione
dei capodogli è potente ed uno ad uno cominciano ad analizzarmi
con il loro sonar. Non li vedo ancora ma posso sentirli distintamente
mentre nuoto verso di loro.
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Credo che nulla possa eguagliare la "suspense" di questi
istanti in cui cerchi affannosamente una sagoma nel blu. Desiderio
e timore al tempo stesso di trovarsi di fronte il più grande cacciatore
del pianeta. Un mammifero marino di 40 tonnellate lungo 15 o 16 metri
che ha l'abitudine d'immergersi in apnea fino ad oltre 2500 metri per
cacciare i calamari giganti.
Neanche il tempo di rifletterci ed ecco il primo!
Una femmina adulta è ferma a mezz'acqua a pochi metri da me.
Si muove lentamente mentre mi avvicino.
Non so neanche se sto respirando.
Lei di certo si sta domandando che razza di animale può fare
tutti questi strani clicks. Si tratta in realtà dei rumori
del caricatore e dell'otturatore della mia NikonosV che sta scattando
a ripetizione. |
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La seguo e mi ritrovo davanti ad una scena che
ha dell'irreale: capodogli dappertutto,
davanti a me quattro piccoli in verticale, sotto di me due femmine
che mi osservano mostrandomi il ventre, così bianco e così
vicino che posso chiaramente distinguere tutto, anche le pieghe mammarie!
L'altra femmina è sempre a fianco a me, sorta di guida in questo
mondo magico. |
| Inizia il gioco ed io mi immergo
a 5 metri mentre i cuccioli si avvicinano alle loro madri, poi si
immergono molto più in basso ed iniziano una sorta di danza.
Due piccoli si tengono stretti ventre contro ventre ed in questa posizione
risalgono fino alla superficie. Il mezzo liquido non ha segreti per
un capodoglio, se ne stanno li, tutti in una diversa posizione, con
la totale padronanza del nuoto e della stabilità. |
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Mi ritrovo spettatore e protagonista al tempo
stesso di una scena incredibile. Un lieve
movimento del dorso e la coda si piega opponendosi all'acqua spingendo
in avanti questi giganti con la leggerezza di delfini. Le code degli
adulti si agitano appena davanti a me e posso percepire la straordinaria
dimensione del peduncolo caudale che esprime inequivocabilmente tutta
la loro potenza. Pochi istanti dopo riesco appena ad intravedere qualche
movimento nel blu intenso del mare profondo. |
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Quattro pesciolini gialli e neri si avvicinano.
E' curioso quanto siano piccoli rispetto a me.
Li osservo per un istante e poi mi allontano nuotando verso Elendil.
Capodogli, io, pesciolini
quale strana relazione!
Torno a bordo.
Immagini da sogno negli occhi
.. profonda gratitudine
nel cuore.
Marco Mayer
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