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RICERCA SCIENTIFICA O WHALE WATCHING ?
23 luglio 2000, Mare Ligure:
Nel primo pomeriggio abbiamo incontrato un gruppo di Delfini di Risso e dopo averli avvicinati in dolcezza siamo stati "integrati" nel gruppo e siamo con loro da quasi quattro ore. I delfini nuotano lentamente con direzione costante ed abbiamo percorso insieme una quindicina di miglia. Si allontanano e si avvicinano, nuotando tranquillamente. Osserviamo diversi comportamenti, esposizione della caudale ed immersioni non profonde. Alcuni fra loro si posizionano a poppa della barca, molto vicino. Mettendoci in acqua al traino abbiamo la possibilità di fare delle foto subacquee. Nel tardo pomeriggio arriviamo con loro in corrispondenza del canyon sottomarino dove si alimentano. I movimenti di questa famiglia di delfini sono regolari e noti. In attesa c'è una barca che non tardiamo ad identificare. Contro ogni regola marinara e di buon senso questa barca si lancia in velocità verso di noi e verso i delfini, costringendoci addirittura a manovrare per evitare la collisione. Sul ponte decine di persone con le macchine fotografiche tentano di scattare un'istantanea dei delfini che scompaiono immediatamente dalla vista di entrambe le barche. Whale watching assatanato? Purtroppo no, la barca in questione è una barca per la ricerca scientifica. Inutile dire che le nostre chiamate via radio non hanno avuto nessuna risposta. A bordo siamo tutti indignati, oltre che dispiaciuti per l'interruzione di un bellissimo incontro. Purtroppo, come i delfini, non abbiamo scelta e dobbiamo subire l'arroganza. La morale: 1) Un approccio frettoloso provoca spesso reazioni di panico e la fuga dei cetacei. Un incontro cui si dedica del tempo e dell'attenzione sarà molto più proficuo (avviene anche fra gli esseri umani...). Non è pensabile ricavare dei risultati scientifici, soprattutto per quel che riguarda il comportamento, aggredendo i cetacei. Abbiamo addirittura sentito ricercatori dichiarare che le balene fuggono se vengono avvicinate mentre si alimentano. Per noi è abituale rimanere per tutta la giornata con lo stesso gruppo, incontrato al mattino in fase di alimentazione, registrandone movimenti, cicli respiratori e così via. Una bella differenza di risultati! In ogni caso l'esperienza e l'abilità del comandante sono indispensabili perché l'incontro e l'interazione siano un'esperienza indimenticabile per le persone a bordo. 2) Non ci stancheremo di ripeterlo: i cetacei non sono un prodotto di consumo. La scelta di interagire con la barca spetta a loro. Tutte le persone a bordo, soci, clienti, partecipanti, fotografi e ricercatori, devono essere ben consapevoli che l'imbarcazione è ospite nel mondo dei cetacei e che semplici regole di buona educazione devono essere rispettate. Provate per un minuto ad immaginarvi delfino: un oggetto enorme e rumoroso si avventa contro di voi a piena velocità con comportamento frenetico e del tutto imprevedibile. Immaginate che insieme a voi ci siano i vostri cuccioli, che nuotano più lentamente. Terrorizzante, no? 3) Quando una barca è in osservazione, le altre devono proseguire la loro rotta ed apportare il minimo disturbo. Qualcuno ha proposto di utilizzare delle bandiere (tipo diving) per segnalare che la barca è in osservazione. Poiché prima di fare qualunque manovra per avvicinare i cetacei si devono valutare comportamento, presenza di giovani ed altri parametri per decidere come avvicinarsi, riteniamo che sia piuttosto semplice, allo stesso tempo, valutare se è presente una barca in osservazione. Il problema è che troppi tendono a vedere i delfini e partire all'attacco senza valutare l'opportunità e le condizioni d'approccio.4) I programmi di ricerca scientifici vengono condotti per la maggior parte da associazioni di protezione dell'ambiente marino, il cui sostentamento è legato alla partecipazione del pubblico. Questo pone i comandanti delle imbarcazioni e le guide a bordo nella stessa condizione emotiva in cui si trova un operatore di whale watching: i "clienti" hanno pagato e devono vedere i delfini. Del resto i programmi di ricerca scientifica svolti a bordo delle imbarcazioni hanno mille sfumature. La cetologia è una scienza giovane e non strutturata, ancora priva di un linguaggio formale definito. Questo consente di essere molto vaghi nella definizione di un programma di studio. Per tutte queste ragioni noi riteniamo che le barche da ricerca debbano rispettare gli stessi principi fondamentali di rispetto nell'avvicinarsi ai cetacei. La ricerca scientifica del giorno d'oggi non giustifica aggressioni ai cetacei e l'utilizzo di metodi invasivi. In particolare alcuni programmi di studio prevedono l'inseguimento dei cetacei con il gommone (più veloce della barca). Non è necessario, ed in molti casi è una grave fonte di disturbo.
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Foto e
testi su questo sito sono proprietà di Delphinia Sea Conservation.
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