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UN ANNO CON LE BALENE/IN MEDITERRANEO -> NEXT Siamo nel mese di Giugno. Per incontrare le balene nei quartieri alimentari non serve andare fino in Canada... Nel bacino corso-ligure-provenzale si radunano in estate tre-quattromila balenottere comuni. Il termine balenottera non deve confondere, le balenottere non sono balene più piccole! Balenottera è un sotto-ordine del gruppo Mysticeti, che include tutte le balene con i fanoni. Le balenottere sono in genere più affusolate e lunghe delle balene propriamente dette, ed appartengono a questo gruppo gli animali più grandi che si siano mai visti sul pianeta Terra, la balenottera azzurra e, appunto, la balenottera comune. Da molti anni, al largo fra la Costa Azzurra e la Corsica ci sentiamo a casa. Spesso trascorriamo giorni e giorni in mare, senza che l’esigenza di veder terra si faccia sentire. Solo per attuare i programmi di ricerca ci siamo dotati di un GPS, ma abbiamo navigato qui per anni senza bisogno di strumenti, facendo la navigazione stimata ed usando come riferimento le rotte delle navi. Al largo si creano le condizioni ideali per l’incontro con i cetacei. Gli animali non sono disturbati ed anzi sono curiosi. La manovrabilità del ketch ci fa superare noi stessi negli avvicinamenti a vela alle balene. Randa e yenkie cazzati e mezzana utilizzata come un timone a vento ci consentono con brezzolina leggera di rimanere a fianco dei cetacei per ore. Questi splendidi animali di oltre 20 metri e 50 tonnellate iniziano allora a volteggiare intorno alla barca come fossero delfini, con ripetuti passaggi. Le distanze di sicurezza si annullano e con immensa grazia le balene si immergono e ritornano sempre più vicine. Per un istante abbandoniamo penne e schede di osservazione, non ci sarebbe modo di descrivere il comportamento. Cosa pensano di noi? Cosa le porta a giocare così con la barca? Cosa significa il loro delicato sfiorarci molte volte senza mai toccarci, quando con una codata potrebbero facilmente fare danni enormi? Sono consapevoli che sopra alla barca ci siamo noi, piccoli uomini e donne con le nostre schede da riempire e con i nostri cuori pieni di meraviglia? In questi momenti magici ci rendiamo conto che forse non basterà tutta la nostra scienza a svelare i misteri dei cetacei. Forse la memoria storica delle balene, che si presume vivano anche 80 anni, risale ad un’epoca precedente la grande caccia baleniera, che in pochi anni ridusse gli stock a meno di un decimo e portò alla scomparsa di intere popolazioni. Il calare della sera conclude l’incontro. I magnifici momenti che le balene ci hanno regalato hanno un piccolo prezzo: domani, alla ripresa delle osservazioni, dovremo riposizionarci nello stesso punto GPS per riprendere il "transetto lineare" che non abbiamo concluso. Questo perché i soli dati di posizione dei cetacei non hanno alcun valore se non sono in qualche modo pesabili statisticamente. Il "transetto lineare" è il metodo più diffuso per l’analisi della distribuzione degli animali in genere. Si utilizza, ad esempio, anche in ornitologia ed in molti altri settori. Poco male, la meteo è buona e trascorreremo un’altra notte al largo. Al tramonto, mentre sorseggiamo un tardivo aperitivo con la barca alla deriva, i delfini vengono a farci visita. Nuotano intorno alla barca, si immergono per poi tornare e sembra vogliano dirci qualche cosa. I pescherecci stanno raggiungendo la zona. Dopo aver steso le reti, la cui lunghezza è stata recentemente ridotta a 2,5 chilometri, deriveranno insieme ad esse per tutta la notte, per salparle al mattino. Queste reti sono pericolose per i cetacei che spesso vi restano intrappolati e muoiono soffocati. Spesso anche le barche vi restano prese e non resta che la scelta fra un'immersione notturna per tagliare la rete o l'attesa del mattino, magari con vento e mare che si alzano.
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Foto e
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