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UN ANNO CON LE BALENE/TRAVERSATA ATLANTICA-> NEXT Il 7 Gennaio tutto è pronto, gli amici salutati e la spesa fatta grazie a Silvino. Abbiamo la sensazione di non aver dedicato a Capo Verde tutto il tempo che merita, ma il viaggio continua. Partiamo di pomeriggio spinti da un Est - Nord Est a 25 nodi e cominciamo a coprire 180 - 190 miglia nelle 24 ore. Niente male, visto che siamo solo in due e che navighiamo in sicurezza. Dal quarto giorno il vento comincia a calare fino a stabilizzarsi sui dieci nodi, appena sufficienti per permettere a Elendil di avanzare a 4-5 nodi. La navigazione nell'Aliseo ha delle consuetudini che accomunano tutti i marinai sin dal passato. I cumuli di bel tempo, batuffoli di nubi bianche sparse sino all'orizzonte rincorrono e superano la barca. Di tanto in tanto appare all'orizzonte un nuvolone nero isolato: il groppo. Se è esattamente sopravvento raggiungerà la barca nel giro di poco, provocando una sorta di breve burrasca localizzata di forte intensità. Di notte è molto difficile individuarli a vista e spesso ci serviamo del radar. Se il groppo è carico d'acqua lo vediamo sullo schermo, ma se è "secco" non c'è molto da fare per evitarlo e non ci rimane che correre alle manovre. L'Oceano respira, lentamente, ritmicamente. La sua onda lunga arrotonda l'orizzonte fino a nascondere le rare navi che si incrociano lungo la rotta. Giorno dopo giorno la sensibilità si affina e si stabilisce una relazione esclusiva ed irripetibile fra noi, la nostra barca ed il mare. Nei primi giorni preferiamo ridurre la velatura durante la notte, in modo da essere meno vulnerabili ai groppi, ma via via che il vento cala lasciamo tutta la tela issata ed anzi cerchiamo nuovi metodi per aumentarne la superficie. Dopo alcune prove la miglior soluzione si rivela essere quella con genoa tangonato, secondo genoa murato con bilancino in falchetta con inferitura libera, trinchetta, maestra e mezzana. Sotto la spinta di 350 metri quadri di vele ed un vento che nei momenti di grazia arriva anche a 15 nodi riusciamo a mantenere una media di 140 miglia nelle 24 ore. Per contro dobbiamo accettare qualche cruccio in più. Se ci raggiunge un groppo non abbiamo il tempo di ridurre tutta la velatura e la manovra più rapida consiste nello sgonfiare il secondo genoa dietro la randa ed ammainarlo, per avvolgere poi il genoa tangonato. Il tutto richiede almeno cinque minuti che a volte possono essere troppi. L'altro inconveniente è che il margine di rotta è di circa 10 gradi e siamo obbligati a strambare quasi tutti i giorni per cercare di mantenerci vicini alla rotta ottimale. Fare gli acrobati in coperta armeggiando con un tangone di oltre cinque metri, con la barca che non smette mai di rollare, è un'operazione delicata che richiede concentrazione ed energia. La vita a bordo scorre tranquilla, scandita dagli appuntamenti radio, lettura carta meteo, pesca e cucina. Sembra incredibile, ma non resta molto tempo libero e quello che abbiamo lo impieghiamo per leggere o per riposare. La traversata in equipaggio ridotto sottopone a dei turni di guardia teorici di 12 ore ciascuno, ma noi cerchiamo di stare svegli insieme durante il giorno, concedendoci dei sonnellini qua e là. Per contro dividiamo in due la notte e chi sta di guardia può riposare sul divanetto del navigatore controllando ogni 30 minuti la rotta ed i dati di navigazione. Il punto nave viene trascritto sulla carta in corrispondenza degli appuntamenti radio con DJ, il radioamatore che ci segue nella navigazione, attraverso il quale facciamo pervenire notizie alle nostre famiglie. Grazie DJ!! Sono trascorsi quindici giorni da quando abbiamo lasciato Sao Vicente e già i due grandi coni vulcanici dei Pitons di St. Lucia appaiono all'orizzonte una ventina di gradi a dritta. L'Isola di San Vincent è di fronte a noi ed i delfini vengono a giocare a prua. Siamo felici, ma quando realizziamo di essere arrivati ci rendiamo conto che stiamo perdendo qualcosa di prezioso. Vivere al ritmo dell'Oceano è un privilegio di pochi e noi ne abbiamo assaporato ogni minuto. I giorni di navigazione avrebbero potuto essere cento, oppure mille, e li avremmo vissuti tutti intensamente, in questo mondo vero e sincero, in cui puoi contare solo su te stesso e dove il legame con la barca diventa così stretto da superare ogni altra cosa. E' il 21 Gennaio, Elendil si dondola all'ancora nella rada di Young Island a San Vincent. Una nuova avventura nel Mar dei Caraibi sta per iniziare! |
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